Regione Lombardia Pro Life? [Comunicato Stampa]

Regione Lombardia Pro Life? [Comunicato Stampa]

Regione Lombardia Pro Life? [Comunicato Stampa]

Apprendiamo con sconcerto e dolore dell’ennesima scelta promossa da Regione Lombardia che smantella buone prassi frutto di scelte politiche umane e lungimiranti, vanto della nostra Regione.

Con un voto del Consiglio Lombardo è stata approvata la legge di riforma dei servizi cimiteriali e funerari; all’unanimità’ è passato anche un emendamento che modifica parzialmente le disposizioni in materia di sepoltura dei bambini non nati, chiamati «prodotti del concepimento», a seguito di interruzione di gravidanza volontaria e non.

Ai bambini concepiti non verrà più riconosciuta la dignità di persone ma verranno trattati come rifiuti speciali: varranno di più gli animali domestici che i figli.

Questa decisione si pone nel solco di quelle adottate negli ultimi anni dalla Regione – con un crescendo preoccupante nell’ultimo – in materia di diritto alla vita e politiche attive per la natalità.

Ricordiamo la decisone del luglio scorso di distribuire contraccettivi gratuiti in consultori pubblici e accreditati.

Tutto è iniziato con la chiusura, nel 2017 del Fondo Nasko, fondo sperimentale per la realizzazione di progetti personalizzati e di collaborazione tra pubblico e privato per contrastare il fenomeno del ricorso all’aborto per motivi economici, secondo quanto previsto dalla legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Da anni inoltre non viene pubblicato alcun bando di finanziamento per Enti del Terzo settore che si occupano di natalità e famiglia che offrono quotidianamente un servizio solidale a tante famiglie lombarde.

La ventilata ipotesi apparsa a mezzo stampa di mettere mano alla legge Regionale sulla famiglia, in questo clima e con queste premesse, ci preoccupa fortemente.

La legge 23/1999 all’art. 1 riconosceva il concepito come membro della famiglia – essere umano – così come è evidente da un punto di vista scientifico e biologico.

Auspichiamo che si fermi al più presto questa deriva ideologica antiumana e la Regione Lombardia torni, nei fatti, a tutelare e salvaguardare l’essere umano più fragile, il bambino concepito.

Magenta, 1 Marzo 2019

Condividi: